La lunga storia della ‘Rassegna’ in occasione della ‘Fiera di San Martino’ - iniziata negli anni Cinquanta, sospesa, ripresa a singhiozzo nei primi anni Settanta sino a diventare appuntamento fisso dal 1976 – ha una ‘rinascita alla grande’, un ‘numero zero’, una ‘prova generale’ - non seguita da altrettanta fantasia ed impegno nei decenni successivi - datata 1971.

 Erano i tempi  in cui il Comune poteva permettersi la venuta a Chieri di ministri, sottosegretari, parlamentari di ogni area. Non esisteva manifestazione cittadina di rilievo che non annoverasse, sul palco delle autorità,  politici di  fama, segno del grande rispetto che la nomenclatura della cosiddetta ‘prima repubblica’ portava ai nostri amministratori. Il futuro Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, Guido Bodrato, Dionigi Coppo, Giulio Pastore, Carlo Borra, Gian Aldo Arnaud, Carlo Stella, Emanuela Savio (tutti appartenenti alla D.C.); e poi Pietro Nenni e Franco Nicolazzi (P.S.I.), Giancarlo Pajetta (P.C.I.), Lucio Libertini (P.S.I.U.P.)  sono soltanto alcune delle personalità che la città ha ospitato in quei decenni. Personalità  che sapevano approfittare di ‘visite ufficiali’ per consolidare la loro presenza sul territorio riuscendo a trovare, a margine, anche e soprattutto, il tempo per una visita alla sezione cittadina del loro partito per incontrare  gli “iscritti e simpatizzanti”, come si diceva allora.

La ‘Rassegna Commerciale’ del ’71 vede addirittura la presenza del ministro Carlo Donat Cattin: “contestato all’ingresso da un gruppo di viticoltori dell’ ex Cantina Sociale” artefice, poco prima insieme alla ‘triplice sindacale’, della stesura  dello ‘Statuto dei lavoratori’ (la famosa Legge n. 300 del 20/05/1970, recentemente modificata dalla ministra Fornero, ossatura e base, sino a poco tempo fa, di molte previsioni ordinamentali in materia di diritto del lavoro in Italia n.d.r.). É dunque lui a tagliare il nastro alla manifestazione che occupava gli spazi delimitati dalla storica ‘ala di piazza Dante’ con l’aggiunta del secondo cortile del Municipio e del tratto di via San Raffaele - tra lo stesso cortile e la piazza del mercato - dove un lungo corridoio coperto collegava i due padiglioni principali. Si trattava, quell’anno, di riprendere in mano le redini di un evento sospeso da qualche tempo nel tentativo di farlo diventare un punto d’incontro di tutte le forze commerciali presenti sul territorio chierese: "al fine di valorizzare soprattutto il vino Freisa prodotto in tutto il comprensorio. Comprensorio che raccoglie molti paesi limitrofi convergenti, per motivi sociali ed economici, su Chieri".

In Municipio una ‘Mostra del Freisa’ e una di prodotti artigianali calabro – piemontesi affiancavano il convegno sulla produzione e sulla commercializzazione del vino stesso cui veniva assegnato, proprio in quell’occasione, l’ambito marchio d.o.c. Tra i momenti di divertimento: “Spettacolo nello spettacolo la prestazione offerta dal gruppo delle Giacomette della Famija Turineisa e del gruppo folcloristico dei Canterini di Settingiano (CZ) in pari tempo per il piacere delle mogli e delle figlie si è innalzato un  tempio delle vestali in cui le Case Capra e Mattalia hanno offerto dovizie di modelli agli occhi muliebri”.“Oltre quaranta gli stand passati in rassegna, nei cinque giorni di apertura, da una folla di oltre trentamila spettatori al punto che si è rasentata,  domenica pomeriggio, la paralisi totale della circolazione interna alla fiera commerciale. Una fiera nata tra lo scetticismo di molti e il coraggio di pochi, per iniziativa degli assessorati allo sviluppo, annona e agricoltura, sotto la vigile guida del sindaco Egidio Olia e con l’infaticabile intervento organizzativo di Guido Burzio (dirigente del Comune n.d.r.)”.